IN OGNI CASO NESSUN RIMORSO – spettacolo ispirato all’omonimo romanzo di Pino Cacucci

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41 pensieri su “IN OGNI CASO NESSUN RIMORSO – spettacolo ispirato all’omonimo romanzo di Pino Cacucci

  1. Varese – Ieri sera sul palco del raccolto ed intimo Teatro Santuccio è tornata Speakeasy Varese, la rassegna di giovani artisti di teatro indipendente curata da Stefano Beghi e KarakorumTeatro . La compagnia Borgobonò con “In ogni caso nessun rimorso ” ha acceso i riflettori sul tema delle rivendicazioni politiche. Mauro Pasqualini, Elisa Proietti, Andrea Sorrentino, Adele Pardi e Annalisa Cima hanno rappresentato la vita di Jules Bonnot, anarchico francese di fine ‘800 in prima linea nell’attività politica, promotore di scioperi contro i datori di lavoro ed infine abile rapinatore di banche e ricchi borghesi.
    I giovani attori con la loro intensità ed espressività hanno rapito l’attenzione del pubblico. La scenografia estremamente essenziale ha ricreato un mondo. Gli oggetti si trasformano assumendo funzioni differenti a seconda dell’uso: una ruota diventa prima arcolaio, poi tavolino, volante di automobile ed infine cassaforte. Semplici pallets diventano letto, panca, culla, automobile, moto. Un magistrale accompagnamento musicale ha reso effetti sonori e sottolineato ritmo ed atmosfera dei vari momenti rappresentati.
    Al termine di un lungo e sentito applauso, lo scrittore Massimiliano Comparin ha dialogato con Manolo Morlacchi, autore di “La fuga in avanti”, pubblicato nel 2007 e riedito recentemente con appendice relativa ai fatti accaduti in seguito alla prima uscita: il libro risultato scomodo, aveva attirato l’attenzione dei media e poco dopo la pubblicazione Morlacchi è stato in carcere di alta sorveglianza e coinvolto in un’inchiesta su una nuova presunta organizzazione sovversiva con finalità di terrorismo. Assolto con formula piena nel 2011 da tutte le accuse, ha affermato che, nonostante le conseguenze, riscriverebbe il libro e rivivrebbe tutto ciò che è stato prima e dopo. Il libro partendo dagli anni Trenta, ripercorrendo l’antifascismo, la resistenza, il dopoguerra, giunge ad affrontare gli anni ’70-’80 con la fondazione delle Brigate Rosse alle quali hanno aderito suo padre e sua madre. Manolo Morlacchi ha affermato di aver voluto usare il pretesto della propria famiglia per fornire un’immagine diversa da quella tramandata nella versione della storia degli Anni di Piombo scritta dai vincitori. Per renderla profondamente credibile ha scritto tutto sottolineando le vicissitudini umane.

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  2. Concordo con ciò che ha scritto Donatella. Bravi bravi…. intensi una carica enorme di speranza….giovani con la voglia di trasmettere passione, amore e nutrimento per l’anima e la mente. Molto interessante il tema mi sarebbe piaciuto ci fosse ancor più tempo per approfondire il non facile argomento…alla prossima!

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  3. Ho visto lo spettacolo al teatro Santuccio di Varese, siete stati davvero e dico davvero bravi: avete saputo coinvolgere il pubblico in maniera sorprendente.
    Ho apprezzato molto anche l’accompagnamento musicale, la ragazza era davvero brava!
    Unica critica: a volte ho fatto un po’ fatica a capire i dialoghi soprattutto quando erano coperti dalla musica.. Ma per il resto i miei complimenti! Continuate così!

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  4. Ieri vi ho visti al teatro di Anghiari, che dire… Bravi é poco, voi siete dei veri talenti!!avete trasformato il niente in Tutto con la vostra bravura e con semplicità… Io ero parte dello spettacolo ragazzi mi avete coinvolta al 100%! Mi sarebbe piaciuto nn finisse mai, vi avrei guardati per ore!! Fantastico l accompagnamento del suono, incredibili i dialoghi. É sempre bello vedere uno spettacolo di così alto livello!!io nn vi conoscevo, ma adesso posso consigliare a tutti di nn perdervi per nessuna ragione!!

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  5. Ciao ragazzi. E’ stato davvero un piacere conoscervi. Riuscire a legare tra loro esperienze di lotta così lontane eppure così vicine, è cosa rara. E la serata di ieri mi è sembrata davvero ben riuscita.

    Voi mi avete davvero colpito, e non è una frase di circostanza.

    Siete riusciti a mettere in scena uno spettacolo dove non trovano spazio alcuni dei cliché che caratterizzano i lavori sulle lotte sociali dell’ultimo secolo. In scena non c’era retorica, non c’era enfasi, nè la descrizione di eroi (negativi/positivi). La descrizione del “mito” si mescolava alle piccole/grandi contraddizioni della quotidianità.
    Soprattutto, non cedete mai alla tentazione di descrivere le scelte di quegli uomini come il prodotto di tensioni soggettive, ripiegate su un’emotività tutta personale. Al contrario, li descrivete per quello che erano: uomini del loro tempo; figli della loro condizione sociale; strumenti di meccanismi più grandi di loro e ai quali, purtuttavia, riescono ad opporsi.
    A quando Martin Eden in scena?

    Un abbraccio e a presto.
    Manolo

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  6. Ho visto il debutto dello spettacolo qui a Reggio Emilia, al Teatro Piccolo Orologio…premetto subito che sono un carissimo amico dell’autore del libro, Pino Cacucci, e quindi potrei essere di parte. Conoscendo il libro a memoria (:-)) devo dire che la rappresentazione teatrale – tutta senza microfono, solo una viola come accompagnamento musicale, utilizzo di pallet come elementi e complementi di scena, “vecchi” trucchi teatrali per alcuni suoni – è stata veramente “bella” e coinvolgente…credo che la lunga ripetizione di applausi finali, siano stati indicatori del gradimento del pubblico!! Ho consigliato a vari amici operatori del settore di selezionarlo e di cercare di inserire questo spettacolo nelle loro rassegne…cosi come ho “cazziato” Pino in quanto non era presente! quindi avanti cosi e spero di poterlo rivedere presto!!

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  7. Avevo visto l’ anteprima a Reggio Emilia e mi era piacitua molto, ieri ho RIVISTO lo spettacolo alla città del teatro di Cascina, trascinando con me alcuni amici, perchè è un spettacolo che merita davvero di essere visto! Tornerei a vederlo altre 10 volte perchè me ne sono innamorata per la sua particolarità. Anche se lo spettacolo è lo stessa, ogni volta è sempre nuovo per me. Se potessi vorrei farlo vedere al mondo intero per come è strutturato, la trama, i ruoli dei personaggi che si rincorrono e si scambiano, la scenografia umile ma poliedrica che ti fa volare con la fantasia accompagnato dal sottofondo musicale della voce e del violoncello che abbraccia la storia….insomma, è uno spetttacolo che non si vede tutti i gioni. Ottima anche l’ idea di ieri sera di averci messo tutti sul palco. E’ stato molto intimo, in più per me è meglio perchè anche se ho gli occhiali ho qualche diottria ballerina..no scherzo comunque dava proprio l’ idea di essere parte della storia. BRAVI BRAVI BRAVI. un fiume di applausi per voi.

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  8. Ieri ho visto per la prima volta tutto lo spettacolo di cui avevo visto una parte a Prato lo scorso inverno. Toccante, intenso, realista, divertente a piccolissimi sprazzi, ma sempre godibilissimo! Bravi ragazzi! Davanti a voi un futuro radioso e tanto successo. Poi le scene, i costumi, gli arredi non hanno mai fatto rimpiangere spettacoli con più mezzi. La vostra fantasia bastava a farci vedere cose che non c’erano e a farci sentire atmosfere un pò lontane nel tempo. E la musica???!! Che tocco di classe, che sensazionale sottofondo. Sono di parte? Si: dalla parte dell’arte, in tutte le sue forme. Continuate così, la strada è quella giusta.

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  9. Uno spettacolo intenso,divertente,professionale e vissuto.
    Il tempo è realmente volato e gli attori sono stati in grado di catturare la totale attenzione del pubblico per la durata dell intero spettacolo…bravissimi!!!merita di essere rivisto !

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  10. Spettacolo meraviglioso. Mi e’ piaciuto moltissimo. Una sola critica: io sono fissato con la pronuncia, sia dell’italiano che delle lingue straniere e alcuni nomi francesi sono stati pronunciati male (la mia ex moglie e’ francese e bazzico spesso da quelle parti, tra l’altro proprio in Alsazia, non lontano da Nancy e Montbeliard, citati nello spettacolo), magari sarebbe valsa la pena farsi consigliare da qualcuno di madrelingua. A parte questo, spettacolo strepitoso, avevo le lacrime dalla gioia, pensavo di essere l’unico in Italia ad aver letto “l’unico e la sua proprieta’ di Max Stirner.

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  11. Che dire? è proprio quello che ci si aspetta dagli spettacoli teatrali: una continua sorpresa! seduto a terra, sostenuto solo da un piccolo cuscino rosso, le due ore e mezza di spettacolo sono volate, letteralmente, insieme alle avventure delle vite dei personaggi raccontati. Con estrema facilità ed eleganza, presente soprattutto nei cambi di scena e nella costruzione dei movimenti, siete riusciti a rappresentare sprazzi di vita vera, vissuta.. sulla vostra pelle, ma anche sulla nostra. per non parlare delle musiche! mi hanno permesso di entrare ancora di più nel vivo della vicenda: si riusciva a sentire l’auto frenare, cambiare marcia, e ripartire! un’auto fatta con 3 “praticabili” (se così possiamo definirli) di legno! assurdo e bellissimo allo stesso tempo! grazie ancora per avermi fatto divertire, piangere, e giocare con voi, con la vostra storia e, insisto e mi ripeto, grazie per la vostra semplice eleganza! (penso di parlare a nome di molti altri miei amici presenti).
    Spero di rivederlo molto presto, in ogni caso nessun rimorso!
    e tanta merda!

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    • Non ho visto la rappresentazione di Cernusco ma conosco bene Mietta che è un’intenditrice e quindi ho già acquistato i biglietti per vederlo a Spezia. Anche altri amici ne hanno parlato molto bene ed indicano nel giovane Andrea Sorrentino un autentico, vero, nuovo talento.

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  12. Ho assistito ormai qualche settimana fa allo spettacolo dei Borgobonò al Politeama di Cascina, e le mie aspettative erano fin da subito molto alte. Tuttavia fin da subito l’atmosfera è diventata magica: sicuramente un grande contributo è stato la fenomenale scenografia, essenzialissima eppure così efficace e chiara per raccontare il mondo che prende vita nell’opera. La vicinanza fra il pubblico e gli attori, poi, è un altro elemento che rende la storia narrata “vera”, quasi tangibile per ogni spettatore, che si trova immerso nella vita dei personaggi. Così, con questo spettacolo in cui il tempo è volato via in un attimo, le mie aspettative sono state molto più che soddisfatte! Grazie di cuore a tutti coloro che hanno lavorato a questo spettacolo, agli attori e alla musicista, che hanno reso questo spettacolo vivo e bellissimo. Spero davvero di rivederli presto con nuove storie da raccontare.

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  13. Spettacolo coinvolgente , attori bravissimi ,accompagnamento musicale notevole,scenografia all’osso ma efficace . Il tempo è volato .
    Andrea Sorrentino alla guida è stato veramente mitico. Assolutamente da non perdere

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  14. Splendido spettacolo: la storia della vita dell’anarchico Jules Bonnot è appassionante ed avvincente.
    Gli attori sono bravissimi e la scenografia, essenziale, si trasforma davanti agli occhi degli spettatori con grande coordinazione e fantasia. Menzione speciale per la musicista: con la sua voce ed il suo violoncello regge il compito di colorare di tensione, allegria e tristezza oltre 2 ore di spettacolo. Uno spettacolo emozionante e riuscito!

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  15. Performance strepitosa, estremamente coinvolgente, una scena sempre in costante movimento ed evoluzione. Tutto studiato nei minimi dettagli da questi ragazzi che hanno dato tutto per portare nel mondo del teatro un vento di piacevole innovazione! Vi auguro il successo che vi meritate!

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  16. lSono rimasta molto colpita in senso positivo da questo spettacolo con appena 3 attori, una violoncellista davvero notevole che segnava con le sue note lo svolgersi degli eventi ,con praticamente nulla in scena , con il pubblico coinvolto nell’immaginazione .Tre ore di spettacolo passate in un lampo .Mi ha colpito la regia e gli attori giovani e dinamici che mi hanno coivolto nella storia .Un gran in bocca al lupo a tutti !!!!

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  17. Spettacolo visto al Dialma Ruggero alla Spezia, spettacolo molto bello e secondo me anche di attualità, ottima la sceneggiatura e l’allestimento del teatro. Bravi i ragazzi che con semplici cose sono riusciti a rappresentare al meglio lo spettacolo sulla storia della vita dell’anarchico Jules Bonnot 
    Ancora bravi ragazzi continuate così.

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  18. Complimenti ragazzi!
    è stato uno spettacolo veramente bello ed affascinante; ci avete intrattenuto per oltre due ore, senza cali di tensione, con il racconto di una storia assai complicata. Siete stati originali nella sceneggiatura e appassionati nell’interpretazione.
    Un sincero in bocca al lupo per il vostro spettacolo e per la vostra carriera!

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  19. Come già detto.. Uno dei migliori spettacoli visti ultimamente! Sicuramente il migliore in tema d’amore e d’anarchia! É incredibile come il teatro parli direttamente alle nostre vite, modificando costantemente il nostro sentire! E quindi, ancora oggi, grazie a voi, ci si rimette in discussione! Grazie ragazzi! Spero di rivedervi presto, complimenti! 😃 un abbraccio!

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  20. Varese. Complimenti per sabato. Davvero. Lo spettacolo in sé è bello (per intero è leggermente lungo ma non potete farci molto) e valorizza le vostre doti. Si potrebbe fare benissimo con 10 attori, scenografie più studiate e sottofondi registrati in studio. Ma il vostro valore aggiunto è proprio quello: rendete uno spettacolo “normale” qualcosa di speciale. Perché farlo in 3 con musica dal vivo e 4 bancali messi in croce è da VERI professionisti. Complimenti vivissimi per professionalità, complicità, fantasia e la tanta tanta passione che ci mettete. La musica dal vivo realizzata in quella maniera è la vostra ciliegina sulla torta e valorizza ogni cosa che fate. Quindi i miei complimenti in particolare alla violoncellista! A presto!

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  21. I dialoghi cominciano all’improvviso, mentre ancora il pubblico borbotta, poi è il silenzio,quello della sala, perché sulla scena nn c’è pace…..
    tre funambolici personaggi danno vita ad un mondo di esseri che è una moltitudine….sono solo in tre ma diventano uomini donne gatti e parte della scenografia…..
    sono tre ma descrivono le vite di almeno venti persone.
    La scena è spoglia di tutto, ma loro riescono a farti vedere le fabbriche, le moto ed i motori, le auto, i fienili le strade della Francia, si viene proiettati sopra i tetti di Bruxelles e più di una volta si trattiene il fiato per le funamboliche evoluzioni che riescono a trasmettere, le spericolate corse in macchina, gli incidenti in moto, gli inseguimenti con la polizia, e tutto in 10 metri quadri ad un massimo di 20 cm dal suolo.
    Tutto è stato creato da loro con assi di legno e poco altro, ma è degno delle più complesse macchinazioni,i letti diventano barricate e poi si trasformano in porte e banconi , in deliziosi pensili da cucina per tornare ad essere le alcove di un bordello, il tutto è fisico e muscolare, i nervi sono sempre in tensione, i muscoli di questi attori sempre all’opera in una rocambolesca rincorsa alla scena successiva .mentre una ragazza al violoncello, unico elemento distante, accompagna ogni momento, aggiungendo così la perfezione ad un meccanismo ben rodato che è consolidato dalla ragazza alle luci ed alla regia.
    Non vi parlerò della trama, quella dovete vedervela, ma vi garantisco che il pensiero tutti i presenti è stato quello di andare a leggerci il libro…era il 25 luglio ed io ero li….grazie a tutti

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  22. Riflessione. Un po’ lunga.
    Il nostro è un lavoro strano. Parlo dei performer, degli attori, ma anche dei cantanti, dei ballerini, dei musicisti. Insomma di chi fa Teatro. Sappiamo bene le problematiche del nostro lavoro “in sé”, e purtroppo conosciamo bene quelle legate al fatto che siamo in Italia… Al punto che ognuno di noi quasi sicuramente si è detto almeno una volta: “Perché lo faccio?… io lascio perdere… Troppa fatica per ottenere il nulla… Ricominciare sempre da capo… Niente meritocrazia… I soldi… Le condizioni…” ecc. ecc. ecc., tutte le cose che sappiamo bene.
    Anche io, ovviamente.
    Poi succede che casualmente ti imbatti in uno spettacolo: non conosci nessuno, né la Compagnia né gli interpreti, né il titolo, né il libro da cui il lavoro è tratto. Ti ci trovi più per caso che per scelta. E capisci. Che tutto quello che facciamo è per NECESSITÀ (interiore, ovvio). Che chi lo fa DAVVERO non potrebbe fare altrimenti, nonostante tutte le avversità e i problemi che sappiamo. E che NON POSSIAMO FARNE A MENO. Di farlo e di vederlo…
    Ieri sera ho visto IL TEATRO come non vedevo da tempo. Con alcune cassette di legno, un po’ di attrezzeria, un appendiabiti e una rella pieni di cappelli, vestiti e cappotti (foto scattata all’intervallo) e SEI RIFLETTORI SEI, tre signori attori e una musicista (viola) hanno dato vita a storie e personaggi tenendo il pubblico inchiodato per oltre due ore.
    La compagnia si chiama BORGOBONO’, il titolo era IN OGNI CASO NESSUN RIMORSO. Che forse potrebbe essere davvero una frase adatta al nostro lavoro e soprattutto al modo di farlo (anche se il testo non ha nulla a che vedere con il lavoro dell’artista).
    Grazie, grazie, grazie a Mauro Pasqualini (anche geniale regista), Andrea Sorrentino e Elisa Proietti, che insieme alla violista della quale non so il nome e ad “Annalisa” hanno costruito e interpretato questa meraviglia con intelligenza, dedizione, passione e ovviamente tanto talento.
    Mi hanno dato un pizzico di speranza per il futuro…
    Certo che poi… se fossimo all’estero questo spettacolo sarebbe già un cult.

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  23. Ero ieri sera, 22 ottobre 2016, alla tensostruttura di Finale Emilia e ho assistito e partecipato ad un bellissimo momento di teatro puro . Complimenti per la recitazione e i cambi scena nonchè alla violoncellista che ha trasmesso in modo eccellente quei particolari che vi hanno sorretto nella recitazione. E pensare che ero li per caso….o no ?!

    Continuate così…..bravi.

    Filla due

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  24. Ho la passione del teatro da sempre, lo pratico a livello amatoriale da oltre vent’anni e ho assistito a tantissime performances, le più disparate. Devo dire che era da tantissimo tempo che non uscivo così pienamente soddisfatta dalla visione di uno spettacolo. Tanta roba! Attori di una bravura incredibile, nulla che stonasse, un’idea scenica geniale! Una perfetta sintesi del testo. Per me una serata assolutamente speciale!

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  25. Venerdì 27 gennaio questo splendido gruppo ha esibito il suo pezzo “in ogni caso nessun rimorso” a Bolzano.
    Circa due ora di spettacolo che mi hanno rapita, nonostante il mio scetticismo iniziale sull’argomento (alla fine di una settimana di corse, si vorrebbe andare a teatro a vedere un pezzo un po’ spensierato, leggero….)
    Gli attori…..bravissimi!
    Nella recitazione, nella mimica, nei cambi di personaggi, per non dire nella gestione della scenografia…..quest’ultima cosí semplice ma di così grande effetto.
    Con poche cose sono riusciti a ricreare tantissimi ambienti (dal tetto al bar, ai vari appartamenti….) e a riprodurre numerosi oggetti (letto, vettura, cassettiera, mensola e non so quante altre).
    Il tutto accompagnato da una bravissima violoncellista con una splendida voce che ha reso l’atmosfera ancora più magica!
    Insomma, il tempo mi é volato! Da tanto tempo non uscivo da teatro così “ricca” di emozioni.
    Ringrazio questa giovane e così ben affiattata compagnìa per tutta la passione che mi ha trasmesso!!

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  26. Spettacolo meraviglioso! Nella cava dismessa del Monte Brugiana, grazie all’iniziativa di Musica sulle Apuane, la compagnia ha messo in scena un piccolo capolavoro. La scenografia minimale mette ulteriormente in luce la capacità degli attori di proiettare l’illusione dell’ambientazione e dei personaggi. Era già calata la notte, altrimenti avrei chiesto il bis. Veramente bello!

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  27. Questo si chiama teatro. Energia, passione creativa, tensione espressiva.. non importa con quali e quanti mezzi, non importaa quali condizioni ambientali e meteorologiche. Il testo non è semplice e tra l’altro non è possibile tagliarlo troppo. Grandi intuizioni e apporto musicale dal vivo. Vi faccio i miei più sentiti complimenti e spero di tornare a sentirvi presto.

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  28. Ho avuto la fortuna di assistere alla rappresentazione di “In ogni caso nessun rimorso” che si è svolta alla cava del monte Brugiana, sulle Apuane. Il luogo ha sicuramente contribuito a rendere unica l’intera serata, ma certamente lo spettacolo avrebbe meritato di essere visto anche se rappresentato in uno scantinato umido e freddo!
    La compagnia ha saputo regalarci due ore magiche, incollandoci davanti al “palco” senza battito di ciglio: merito di questo spettacolo così intenso e dinamico, recitato con genuina passione, che narra una storia che sa catturare e far riflettere grazie alle alterne vicende del protagonista.
    Davvero tanti complimenti per tutto: attori bravissimi, geniale l’utilizzo di pochissime cose semplici (come pallets e ruote di bicicletta) che si sono poi trasformate, in scena, in mille oggetti diversi della vita quotidiana. Mi chiedevo sempre quale sarebbe stata la trovata successiva! Una menzione speciale alla magnifica musicista della compagnia, musica e “rumori” sono stati la ciliegina sulla torta e si intrecciavano alla perfezione con il resto.
    Di nuovo complimenti e grazie di questa splendida esperienza, lo rivedrei con grande piacere.

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  29. Ho visto lo spettacolo In ogni caso nessun rimorso alla cava abbandonata sul monte Brugiana sulle Apuane, che dire…già amavo il libro e Jules Bonnot, già ho un aneddoto personale che mi lega al libro (mio marito e io ce lo siamo scambiato e ci siamo tatuati la poesia di Paco Ignacio Taibo II addosso pochi giorni prima di metterci insieme e il giorno della messa in scena dello spettacolo era proprio il giorno dello scambio del libro il 30 luglio 2006 – 30 luglio 2017), così l’emozione è stata grande. Bravissimi, autentici, perfetti,vivi e vitali! Un gioiello, un capolavoro, un privilegio avervi visto ed aver assistito ad una rara perla. Perfetti e coinvolgenti i dialoghi e i movimenti, chi guardava entrava in comunione con gli attori, la musica e le pause. Un’esperienza che ha fatto bene all’anima. Grazie di cuore…soprattutto per il luogo impervio sulle nostre belle ma aspre montagne.Continuate così!

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  30. Ho visto lo spettacolo ieri per la prima volta al Civico di La Spezia, difficile spiegare a parole le sensazioni percepite dalla grande interpretazione degli attori. (questo è il teatro vero mi sono detta) Il tempo è volato via…. Tutto è stato perfetto, la scenografia essenziale :dove un semplice pallets diventa prima letto poi macchina e dopo moto, una ruota diventa tavolo poi volante e infine cassaforte. Un plauso alla violoncellista che ha dato un tocco magico al sonoro. Attori carichi di entusiasmo e passione davvero tutti bravissimi! Lo rivedrò se possibile….

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